1° Messaggio governare, pianificare, abitare Città Avanti! / 1° seme / pubblicazione / link

Ricevuto il Messaggio sul nuovo modo di governare, di pianificare e di abitare in uso nelle Città Avanti del futuro, abbiamo subito piantato un “seme” capace di avviare il loro processo di affermazione. Interessando prioritariamente l’Ente di eccellenza in materia: l’Istituto Nazionale Urbanistica. Così, abbiamo trasmesso la sintesi del Messaggio con la necessaria premessa (qui sotto riportate), come contributo alle tesi del XXVIII Congresso INU (Salerno 24/26 ottobre 2013), dove si dibatteva sulla Città  futura e sui nuovi strumenti di governo del territorio. L’Istituto, recepito il messaggio come apporto innovativo, lo ha pubblicato (pag. 355/357) sul volume  dal titolo IL GOVERNO DELLA CITTA’ NELLA CONTEMPORANEITA’. LA CITTA’ COME MOTORE DI SVILUPPO – INU Edizioni, Roma 2013. (rintracciabile anche in http://www.urbanisticainformazioni.it/IMG/pdf/ud004.pdf)

semi e gemme di «Città avanti».
di Marino Bonizzato 

 Premessa

Se l’obiettivo è quello di puntare a una Città concepita «come motore dello sviluppo del Paese», bisogna intendersi sul termine «sviluppo». Se sta a  significare ricrescita del Sistema attuale, cioè far ripartire il treno dell’economia sullo stesso binario che ci ha portato alla crisi, è facile immaginare che, alla presunta fine del tunnel, si possa trovare un baratro. Se per sviluppo, invece, s’intende rilancio di valori naturali innati (bellezza, purezza, giustizia, socialità …) e forte ridimensionamento di quelli artificiali indotti dal Sistema (denaro, potere, individualismo, consumismo, eccesso, spreco, apparenza, effimero …), allora, occorre attivare uno ‘scambio’ culturale-politico-etico -pratico che consenta al treno di ripartire su di un altro binario, diretto a una Città futura migliore, più misurata e stabile sul piano economico e soprattutto più felice.
Per attivare tale ‘scambio’, occorre innanzitutto riportare la Politica, oggi dipendente dell’economia, al servizio della Comunità. Una Politica capace di volare alto, per mettere e tenere a fuoco, a 360°, un futuro migliore … cioè l’«Eutopia (il luogo buono) raggiungibile» dove la vita possa fluire  sulla base di detto armonico mix di valori. Una Politica capace, poi: di scendere con i piedi per terra; di raccontare quello che ha visto; di far sognare i cittadini e far di tutto, democraticamente, utilizzando adeguati strumenti di governo, perché i loro sogni personali, accesi da tali visioni, possano rapidamente, concretamente realizzarsi in un contesto pubblico e ambientale ottimizzato.
Tutto ciò può essere definito come un «rinascimento-rigenerazione» della Città, ad opera dei cittadini, che si oppone ad una «riqualificazione-sostenibilità» operata dal potere pubblico, ovvero a una razionalizzazione di un Sistema che va invece smitizzato e superato, perché  non più umanamente e democraticamente sostenibile. La Città di una società emancipata  sarà dunque un «fatto di cittadini» e tenderà al meglio, nella misura in cui i cittadini riusciranno a rendersi migliori e sapranno conservare la vera Politica come prezioso strumento a loro disposizione. Sarà altresì non prefigurabile, perché, per sua natura, in continua evoluzione e non raggiungibile: perché sempre più avanti. Una Città che chiameremo in breve «Città avanti».
Se questa idea di «Rinascimento felice» (alternativo ad ogni tentativo di perversa «ri-crescita infelice» o d’illusoria «decrescita felice») fosse promossa da Movimenti dediti: non tanto al disinquinamento, quanto alla eliminazione degli scarichi inquinanti; non tanto alla protesta colorita, quanto alla proposta creativa di «nuovi stili in ogni campo di vita» … allora, da un ‘futuro’ molto prossimo (2018?), potrebbero arrivarci “messaggi” che descrivono una Città migliore di quella attuale. Grazie, magari, anche a un «nuovo stile di pianificare», determinante nel far crescere tale evoluto impianto umano, sociale, civile e ambientale.

Di seguito, con l’espediente del ‘messaggio dal futuro’, si cercherà di descrivere, sia questo nuovo modo di governare il territorio e relativi strumenti, sia il senso e la portata di ‘semi’ campione da piantare e di ‘gemme’ campione da innestare nel nostro presente, affinché tale futuro migliore possa avverarsi. La crescita feconda di tali esempi, in organica e sinergica selva ‘avantista’, costituisce l’unico mezzo per diserbare dal basso l’intrico globale nel quale siamo impigliati e incalzare ogni superiore livello di Potere a scelte conseguenti.

stralci del messaggio dal futuro «nuovo modo di governare»

Piano strategico d’area vasta e filosofia di piano comunale.
 «[…] Ora (2018!), ogni Città, attraverso un democratico confronto su «idee di futuro migliore» diverse, si va dotando di una propria visione eutopica condivisa o ‘stella’ di riferimento. Nulla ha a che fare con certi  Piani Strategici comunali che in passato, oltre a gravitare ancora attorno al Sistema dei poteri imperante, erano autoreferenziali; veri e propri mondi a sé! Qui, sulla base del principio della partecipazione dal basso, ogni ‘stella’  locale, oltre a ruotare attorno al nuovo sistema di valori, è sempre connessa alla strategia dell’area vasta o ‘costellazione’ di appartenenza, dove si conviene lo specifico ‘ruolo’ di ogni singola ’stella’ che, interpretato poi in sinergia con quelli delle altre ‘stelle’, rende grandi vantaggi collettivi.
Questa filosofia partecipativa interessa livelli di governo sempre più alti e si crede possa davvero raggiungere l’intera ‘galassia’. Potrebbe presto succedere che ogni individuo, sull’onda inarrestabile che sta avanzando  dal locale al globale, possa sentirsi a pieno titolo, oltre che cittadino della propria Città, anche cittadino del Mondo!
A livello locale, la ‘stella’ condivisa orienta e attrae le forze (i vettori pubblici e privati) in campo, a qualsiasi progetto si applichino, facendo sì che non si elidano a vicenda, ma si moltiplichino in potenti risultanti positive puntate in  avanti!
Naturalmente, nulla vieta di andare contro corrente, ma lo spreco di energie che si compie, per poi ritrovarsi sostanzialmente isolati  e indietro, convince ben pochi a seguire questa alternativa.
Ogni forza ricerca così una qualità urbana fatta non solo di certificate funzionalità, ma anche di possibili felicità. Insomma si punta, non a «Smart City»,  ma a «Sm-Art City»,  dove la componente tecnologica si sposa a quella artistica; il materiale si coniuga armonicamente con l’immateriale e l’hardware del Sistema viene potenziato: solo che su di esso ora gira non tanto il vecchio software, quanto  quello dei comuni valori recuperati […]»

 Gli strumenti di governo del territorio di «Città avanti».
«[…] È assurdo pensare di poter definire (attraverso tavole o norme più o meno rigide e astute calate dall’alto) un presunto assetto finale dell’irraggiungibile «Città avanti». I nostri strumenti di governo del territorio, quindi, nulla hanno a che fare con i vecchi PRG vincolistici e neppure con quella generazione di Piani Strutturali programmatici e piani Operativi prescrittivi, con relativi Regolamenti Urbanistici,  che ne diventarono successivamente la fotocopia, avendo tradito l’impostazione culturale sancita dall’INU nel 1995. Gli strumenti che oggi stiamo utilizzando nel  processo di avvicinamento alla nuova  Città, richiamano  quell’impostazione urbanistica, ma la superano per supportare i contenuti e la velocità richiesti dal Rinascimento ‘avantista’; in particolare per rilanciare, senza dilazioni, le forze sociali ed economiche stremate dalla crisi.
Oggi, l’equipaggiamento ‘urbanistico’ dei  cittadini che muovono alla conquista di «Città avanti», è molto simile a quella dei soldati romani  che marciavano alla conquista di nuove terre, orientandosi con le stelle e portandosi dietro, nelle bisacce (oltre a pochi strumenti per costruire strade, ponti e accampamenti) anche  semi da piantare sul territorio. Un mezzo (buono da mangiare) per ‘segnare’ il passaggio da uno stato ‘selvaggio’”(incultum) a uno ‘civilizzato'(cultum).
Oggi, sia chiaro, i cittadini,  pur piantando ‘semi’ come i romani, non si identificano certo in loro, anzi, si riconoscono più in quei ‘barbari’ che si batterono strenuamente  contro il potere alieno che occupava le loro terre, imponendo regole sovvertitrici di  antiche tradizioni, culture, ordinamenti.
Ora, si contrasta l’alieno Sistema di poteri e la sua ‘inciviltà’,  piantando «semi di Città avanti» capaci di sfoltirne i rovi  infestanti. Si tratta sempre di passare dall’incultum al cultum, cioè, nel nostro caso, da un mondo ignorante dei valori primigeni a uno pienamente consapevole.
Questi ‘semi’ sono normalmente piantati su aree liberate a seguito di demolizioni dell’esistente, o salvate dal degrado, solo in rari casi anche su aree libere. Però, visto che il Rinascimento riguarda per la massima parte la Città «consolidata», sono soprattutto le ‘gemme’ ad essere utilizzate, per  ‘innesti’ di «Città avanti» ovunque i cittadini li richiedano.

Poi, nella bisaccia, con:
(1) la «stella» (o bussola),
(2) i «semi» e le «gemme» (vari quanto possono essere disparate le realtà e le personalizzazioni che se ne potranno fare),
si trovano anche:
(3) le «mappe» che indicano – lo stato di fatto che si sta attraversando –  i doveri (vincoli o invarianti) da rispettare e i diritti (a «Città avanti») dovuti – l’impalcatura di linee di forza e nodi che innervano l’organismo urbano –  le infrastrutture e i servizi che lo supportano – i luoghi vocati alla ‘coltivazione delle diverse essenze’;
(4) la ‘tattica’  da seguire, (tenendo conto delle  forze,  debolezze,  opportunità e  minacce presenti in campo = swot analysis);
(5) l’’etica’  da rispettare lungo il cammino (con qualche indispensabile norma tecnica da seguire, e pochi, chiari principi di comportamento affinché tutto proceda nel reciproco rispetto tra le parti, con ordine, equità e la massima rapidità);
(6) i ‘bandi’  di area o di strada, per far convergere ogni iniziativa, comunque libera, dei cittadini con piani pubblici per l’assetto delle infrastrutture e dei servizi.

 Insomma, i nostri strumenti per il governo della Città sono positivi, propositivi, perequativi, premianti, semplici, snelli, (opposti a qualsiasi logica  negativa, vincolistica, discriminante, punitiva, complicata, pesante). Strumenti funzionali soprattutto alla messa in campo di  «Interventi campione riproducibili integrati», concordati tra componenti pubbliche e private; determinanti nel processo di superamento della Non Città attuale (disaggregata, subita, senza senso), verso la nuova Città condivisa (solidale, vissuta, plasmata dai cittadini a propria misura, nel pieno rispetto di ogni diversità e desiderio).
Interventi amorosamente concepiti con il genio del luogo, quindi non certo avvertiti come corpi estranei da rigettare. Interventi che investono sui valori naturali, storici e identitari, risparmiando territorio e risorse, tramite l’adozione dei più avanzati protocolli del costruire in modo ecologico a consumo zero. Interventi che non elemosinano risorse per opere pubbliche, ma attivano un forte interesse pubblico a realizzarle […]»

 Sburocratizzazione.
« […] Ovviamente questo modo di pianificare è oggi possibile solo grazie a una Politica che finalmente sa scegliere, dopo aver recuperato gli ampi spazi decisionali colpevolmente abbandonati in passato a Poteri (magistratura e burocrazia) istituzionalmente incapaci di gestirli.
La burocrazia (non più contabile di quantità, gettati gli strumenti di tortura con cui martoriavano i cittadini, anche per proteggersi dalle incursioni di una Magistratura fiscale nell’interpretazione delle leggi del Sistema) ora è intelligente alfiere della Politica, che affianca  nella valutazione della qualità delle semine e degli innesti, confrontandole, in articolate conferenze pubbliche, con gli indirizzi della «stella» e degli strumenti di governo del territorio.
Ora,  visto che le norme stupide di un potere burocratico senza idee per il futuro hanno fatto spazio alla creatività e  all’etica intelligente, chi propone parti di «Città avanti» è incentivato, agevolato,  premiato. Quindi, ad esempio, le superfici utili sono misurate, non in mq., ma per quanto sono utili a soddisfare le esigenze della nuova Città; e le sagome degli edifici possono cambiare, purché il nuovo profilo sia ‘alto’; e la tassazione della rendita fondiaria è determinata, non tanto dal plusvalore immobiliare causato, quanto dal plusvalore civile indotto; per cui, più alto è quest’ultimo, più basse sono le imposte da pagare.
Qui, tra l’altro, la criminalità organizzata incontra gravi difficoltà a inserirsi, perché le maglie della solidarietà civile si vanno sempre più stringendo e il controllo del territorio diventa sempre più esteso …
«Città avanti», insomma, è luminosa, non solo perché funziona meglio l’illuminazione pubblica, ma grazie al fatto che ogni cittadino, ora, in qualunque azione compia,  fa finalmente brillare il proprio  sublime sole privato! […]»

 Cenni sul messaggio dal futuro «nuovo modo di abitare»

Dopo questi stralci del ‘messaggio’ sul «nuovo modo di pianificare», se ci fosse altro spazio, sarebbe interessante riportare brani del messaggio riguardante il «nuovo modo di abitare» in Città avanti. Potremmo allora ben intendere come, (grazie anche al ‘Consorzio Agrario della Politica’ e a suoi semi e gemme campione che stiamo per piantare in Romagna) si vada concretando nel futuro un grande rilancio delle professioni, delle attività e delle imprese legate al territorio e alle costruzioni, in particolare di startup per la formazione e la gestione della nuova Città. Poi, al di là degli scontati standard del cohousing, potremmo scoprire come, nelle aree di nuovo impianto e lungo le strade ‘avantiste’, il mix sociale costituisca ormai la norma e si vadano moltiplicando i cosiddetti «figli comuni», ovvero iniziative curate e amate dai residenti come proprie creature … tipo: le «seneteche» (dove l’esperienza degli anziani è consultata da tutti); i «musei diffusi» (che vanno svuotando i magazzini di quelli tradizionali); l’«arte corrente» (ovunque, come l’acqua potabile); le «adozioni dei geni dei luoghi» (parti di paesaggio o emergenze ambientali e storiche abbandonate); le «banche del tempo»; il baratto; i «siti» (dove trovare anche l’indice di tutti i libri consultabili nelle diverse case); «attività economiche» (per supportare azioni no profit e finanziare la particolare gestione della comunità abitativa); ecc.. Ma soprattutto ci si renderebbe conto come tali comunità siano diventate soggetti politici attivi, veri  protagonisti responsabili della Città, a partire dal proprio luogo e dalla propria identità,  formando in tal modo una sempre più estesa e resistente rete civile e democratica. A confermare come la rifondazione della Città si identifichi con la rifondazione della Politica.

 Sitografia:
www.semidicittaavanti.net

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