Rassegna stampa (prima fase)

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A Rimini si piantano semi di città avanti

— 11 dicembre 2015

Il gruppo perpiù vuole “la rivolta del bello” e lancia il movimento ArteAvanti! In mostra dal 14 dicembre le opere degli Artisti Avanti! che vogliono renderci consapevoli dell’orrido che ci circonda. E’ solo uno degli undici progetti voluti da un manipolo di professionisti, guidati dall’architetto Marino Bonizzato, che punta alla rigenerazione urbana, al rinascimento civile e alla riqualificazione edilizia della città. Presente anche l’assessore alla cultura Massimo Pulini che benedice questo “vulcano di idee”.

Marino Bonizzato è un bimbo con diverse primavere sulle spalle che si diverte ancora a gettare i sassi nello stagno. Professionista affermato, autore della darsena (apprezzata dai più) e del complesso residenziale La Prua (molto dibattuto, per usare un eufemismo), con una lunga storia politica e con la battaglia per il teatro Galli alle spalle, Bonizzato continua a imperversare nel dibattito cittadino con il piglio del monello. In questa avventura sono al suo fianco i colleghi Gladis Grossi e Maurizio Vitri, assieme a decine di professionisti di ogni campo che si riconoscono in questo slancio, non a destra o a sinistra, ma in avanti (vedi www.perpiu.net). Alla galleria Soleri, in via Giordano Bruno, è stata presentata la mostra “La rivolta del bello”, battesimo del movimento ArteAvanti!
Come le avanguardie dell’inizio del secolo scorso, dietro alle opere c’è un complesso ragionamento, condito di sigle, giochi di parole, concetti (per chi vuole averne una visione completa prego cliccare www.semidicittaavanti.net) che provocano un evidente divertimento in Marino e i suoi compagni d’avventura. E l’esordio della conferenza stampa di presentazione della mostra, mantiene lo stesso registro. Bonizzato si presenta infatti con il calembour “Si vis pacem impara il bello” e spiega che l’ArteAvanti! vuole resuscitare il bello innato in ciascuno di noi, che il trascorrere del tempo e l’inserimento nella società, diventata “sistema di poteri”, ci portano via. Ed ecco che ci si para davanti la BrillA!rte che copia dai bambini come si copiano i capolavori dei maestri. Proprio il fanciullesco è il termine di paragone usato da Bonizzato: ciascuno di noi è un diamante grezzo che deve diventare un brillante. Segue la SolA!rte dove gli artisti mostrano il loro sole privato, irradiando chi è vicino con invenzioni e storie. Non può mancare la parte goliardica con la MavalA!rte, cioè la presa in giro dei più noti artisti contemporanei, da Cattelan alla cui mano con il dito medio alzato è stato messo un preservativo, a Fontana cui vengono suturati i tagli. Insomma tanti spunti di riflessione e divertimento offerti dagli artisti MayBe (cioè lo stesso Bonizzato), Th8Z (Thomas Otto Zinzi) noto regista teatrale, attore e scrittore, Fix (Simona Foglia) che prende metalli abbandonati e li trasforma in animali, Ivo (Ivo Gigli) che raggiunta da un pezzo la maturità può permettersi di ridiventare bambino e MV (Maurizio Vitri) che con la carta assembla le sue macchinine di pace che poi invia ai potenti della terra (a proposito, la Regina Elisabetta ha risposto, da leggere la lettera, piena di educazione e garbo, in mostra, datata Windsor Caste).
Alla presentazione era presenta anche un divertito assessore Massimo Pulini che ha elogiato questo “vulcano di idee” presentato dal gruppo perpiù con cui l’amministrazione ha in corso un dialogo. E Pulini non ha mancato di rimarcare come proprio questi progetti, vissuti sul territorio e a contatto con il prossimo, siano l’antidoto a quella ricerca di un “altrove” astratto che cerchiamo attraverso la tecnologia. Secondo Pulini l’arte fatta nelle strade, tra la gente ci salva dalla “solitudine di prossimità” dove nessuno conosce più il vicino ma pensa di essere in contatto con il mondo attraverso l’utilizzo di un computer o di un telefonino.
Come detto ArteAvanti! è solo uno degli undici progetti attuativi che il gruppo “perpiù” ha in cantiere. Lo spunto viene anche dalle tante esperienze di social street che si stanno affermando in tutto il mondo. E via Giordano Bruno vuole essere il territorio in cui viene esplorato questo nuovo modo di fare città. Tra i progetti già realizzati c’è il rilievo in 3D della strada e la “seneteca”. In particolare questo progetto, attuato in collaborazione con gli studenti dell’Università, parte dal presupposto che “quando scompare un anziano è come se bruciasse una biblioteca”. Per questo saranno effettuate, dal gennaio del prossimo anno, delle videoregistrazioni degli anziani che vogliono raccontare la loro storia che saranno poi custodite nella “seneteca”, visibile a tutti presso la Biblioteca Gambalunga. Tra questi progetti, che puntano tutti ad una riqualificazione di una via storica di Rimini, ci sono il recupero dell’atelier dello scultore Elio Morri, la riqualificazione edilizia delle facciate, mercatini in strada, una campagna di scavi archeologici nell’area di Palazzo Lettimi, l’apertura di una “porta” tra la sede universitaria dell’ex istituto Alberti e via Giordano Bruno, la “trasformazione” dell’hotel Duomo in un portale per avventure nel passato della città.
Insomma tanta carne al fuoco, tanto che qualcuno potrebbe parlare di utopia. Ma Bonizzato, spesso accusato di essere un utopista, ha pronta la risposta: “Questa non è un’utopia, ma un’eutopia, cioè il luogo dove il bello può essere raggiunto”. E a scanso di equivoci, visto che il movimento parla anche di una rigenerazione politica, l’architetto subito mette le mani avanti: “Non vogliamo trasformarci in una lista civica e non ci presenteremo alle elezioni”.


lavoce 12 dicembre 2015

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corriere lunedì 14 dicembre 2015

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resto-del-carlino domenica 13 dicembre 2015

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Inaugurazione mostra
la rivolta del bello – ArteAvanti!
galleria SoleriArte via Giordano Bruno 14 Rimini


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Il centro storico di Rimini riparte con ^perpiù

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Ecco il primo progetto di Rigenerazione Urbana e Rinascimento Civile

Avanza la proposta progettuale promossa dal gruppo interdisciplinare Perpiù, per il progetto di Rigenerazione Urbana e Rinascimento Civile (RURC) per la via Giordano Bruno nel centro storico di Rimini.

Un progetto di rottura, che intende introdurre un processo metodologico innovativo e che sta muovendo i primi significativi passi. E’ proprio di questi giorni, in occasione dell’inaugurazione della mostra d’ArteAvanti “la rivolta del Bello”, presso la galleria Soleri, anche l’esposizione (di fronte all’hotel Duomo) delle tavole che illustrano gli sviluppi progettuali di valorizzazione dell’intera via. Un progetto urbano coordinato in linea con le più avanzate metodologie anglosassoni di rigenerazione, in virtù delle esperienze pluridisciplinari dei professionisti che costituiscono il gruppo.

Tra i protagonisti della proposta oggetto di studio anche l’architetto bellariese Cristian Gori, già artefice di interessanti proposte progettuali avanzate anche per la nostra città.

Architetto Gori, ci descriva un po’ questo progetto.

E’ un progetto che mira ad attivare un processo di Rigenerazione Urbana e Rinascimento Civile, da qui l’acronimo RURC, proprio per fronteggiare la decadenza dei centri città ed invertirne la tendenza.

Lei è uno dei componenti di questo gruppo come c’è arrivato a farne parte?

Conoscevo già l’architetto Bonizzato, che mi ha coinvolto in virtù del mio percorso specifico svolto sui progetti urbani realizzati per Bellaria I.M. nonché le esperienze dai convegni e seminari internazionali sui centri città in Europa o in America con Gecc Lab. Assieme alla sua collaboratrice, l’architetto Gladis Grossi e l’architetto Cecilia Rendina, abbiamo intrapreso proprio un anno fa questo percorso. Noi quattro costituiamo la componente urbanistica del gruppo, che si è occupata di concepire di fatto il Progetto urbano coordinato. Poi ci sono altre prestigiose figure professionali.

Quali sono gli aspetti più innovativi di questo progetto?

Innanzitutto c’è una forte partecipazione riguardo il desiderio da parte dei cittadini che vivono nella via Giordano Bruno di rigenerare, “dando vita” a questo importante asse del centro storico. L’aspetto più innovativo è l’introduzione delle metodologie proprie del progetto urbano anglosassone, che rappresentano un modo nuovo di operare in Italia. Non ci si limita solo all’aspetto fisico della riqualificazione delle città, ma anche ad innescare un virtuoso circuito con processi di sviluppo culturale, sociale, commerciale e ludico-ricreativo. Si tratta di coniugare la Civitas all’Urbs. recuperare parti urbane attraverso una progettualità capace di esprimere un “pensiero nuovo di città” e non una semplice attuazione degli indici edificatori. Di fatto recuperare i valori propri della cultura umanistica della città.

Quindi un processo operativo?

Un processo che individua un “pacchetto di progetti attuativi coordinati”, dove i singoli cittadini che possiedono abitazioni o attività sulla via diventano i protagonisti. Inoltre le proposte progettuali studiate, sono in perfetta sintonia con gli strumenti sovra ordinati. Questo progetto pilota di RURC, diventa lo strumento operativo per concretizzare le linee d’indirizzo del Piano Strategico e del Masterplan.

Quale sarebbe nello specifico il “pacchetto di progetti attuativi” proposti?

Al momento sono stati contemplati 11 progetti, a breve, media e lunga distanza di attuazione. Tra i primi progetti attuati o in corso d’opera vi sono: il Rilievo delle facciate svolto dallo studio Esageo di Rimini, la Mostra delle opere d’Arte Avanti!sta inaugurata proprio lunedì e la creazione di una Seneteca.

Cosa è la Seneteca?

Si tratta di costruire un luogo adibito ad incontri periodici, dove le risorse dell’esperienza degli anziani (da qui il nome Seneteca) possa essere acquisita attraverso i racconti dei protagonisti, sottoforma di storie raccontate in modo diretto o indiretto e trasmesse. Un luogo di vite vissute che comunicano le loro esperienze di antichi mestieri, tradizioni e saperi per dare linfa al futuro.

Gli altri progetti?

Gli altri progetti ipotizzati che potranno realizzarsi riguardano un Designer Light, ovvero la creazione di un sistema di illuminazione pubblica con fonti energetiche alternative, in grado di connotare formalmente la via. La creazione di un Museo diffuso di strada costruito sui tanti tesori storici-artistici presenti nell’area urbana. (Non dimentichiamo che sulla via Giordano Bruno insistono ancora i resti dell’antico teatro romano) Cosi come è in progetto il Recupero dell’Atelier dello scultore Morri e dell’intero complesso di Palazzo Lettimi, come importante area archeologica. Un altro importante progetto dal punto di vista urbanistico sarebbe la Connessione di via Giordano Bruno con via Cattaneo, coinvolgendo il cortile dell’ex istituto Alberti.

Aprire la città ad una relazione con l’Università. Il binomio Città-Università può contribuire a costruire una “nuova immagine ideologica” del centro storico di Rimini. Inoltre la valorizzazione con interventi di arredo delle Corti interne dei palazzi della via, nonché il poter dare seguito alla Riqualificazione delle facciate degli edifici che costituiscono la quinta scenografica urbana. In ultimo la creazione di un Portale per percorsi esplorativi spazio-temporali dentro la città. Un Portale che potrebbe coincidere come punto di accesso con il prestigioso Hotel Duomo.

Spieghi meglio questo progetto.

Attraverso le nuove tecnologie informatiche, è possibile mediante il proprio cellulare o Ipad o altri strumenti, strutturare una rete per costruire dei “percorsi virtuali” e far conoscere i valori presenti a Rimini nei vari periodi storici. Il visitatore diventa un esploratore a ritroso nel tempo.

Il progetto di RURC, quindi, intende proporsi come metodo innovativo che potrebbe estendersi anche ad altri settori urbani di Rimini e non solo?

Certamente, questo è l’obiettivo. Questo progetto pilota intende affermare tre aspetti significativi:

1- Intervenire sulle realtà urbane esistenti per riadattare gli spazi fisici ai nuovi stili di vita della contemporaneità globalizzata. Interpretare quindi lo spazio fisico come sede di relazioni per affermare le molteplici espressività della società

2- Concepire l’ambito d’intervento come un “Distretto urbano” gestibile in futuro in modo manageriale, in un connubio pubblico-privato

3- Comprendere il RURC come un vero e proprio strumento compositivo della città. Il Progetto Urbano come piattaforma operativa che permette di esprimere una progettualità in termini formali e normativi.

Quindi il RURC potrebbe trovare applicazione anche in molte parti critiche nella nostra realtà di Bellaria I.M.?

Certamente, il concetto di rigenerazione non si limita solo all’esistente edificato, ma deve essere inteso come riflessione sulla reinterpretazione di utilizzo di tutto il territorio. In termini urbanistici il RURC può rappresentare uno strumento efficace anche per la progettazione nel territorio periurbano e rurale ed operare anche nell’ambito paesaggistico.

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2 pensieri su “Rassegna stampa (prima fase)

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