4° seme / 1 M. Arte CA! – Sul capolavoro

quarto seme
generato dal 1° messaggio dal futuro “Arte Città Avanti!”

“stavolta dobbiamo avere il coraggio di fare un capolavoro!” dissi un giorno a Maurizio e Gladis, cari compagni di avventure nel fantastico mondo dell’architettura … “d’accordo!” risposero “ … ma come si fa a fare un capolavoro?”

… Nasce così questa operetta che dedico a  Maria Grazia, cara compagna da una vita, che dell’insegnamento nella scuola e della sopportazione o contestazione di mie certe o supposte manchevolezze ha fatto veri capolavori.

s u l  c a p o l a v o r o[1]
preambolo

 per far brillar nel mondo nuovamente
i valori del bello e puro innati
occorre che una luce li raggiunga
filtrando l’intelletto reso opaco
dal diffuso sistema di poteri
or gonfio di virtù false e bugiarde

chi può irradiar la luce liberante?
s o l o  c a p o l a v o r i  d ’ a r t e  f i n a !

sol questi dunque possono innescare
rivolte del sublime personale
avverso ogni pochezza del globale
premessa di sommosse collettive
nell’amore e la pace promettenti
felice general rinascimento

 ***

la presente operetta è strettamente connessa al movimento ARTE CITTÀ AVANTI!
Un’arte che – tendendo al capolavoro – vuole affascinare il sublime innato
non, dunque, stupire – attraverso una trovata – l’ intelletto dominato (dal sistema)
ovvero …
un’arte per far esplodere, al di là della ragione offuscata, il senso del bello e del puro latente in ogni cittadino,
giusto preliminare per una pacifica rivoluzione sociale contro l’orrido che ci accerchia.

***

 decalogo per chi voglia tendere al capolavoro
(non dimenticando Apollo e le Muse[2])

Sarà bene dire subito che ogni cosa l’uomo faccia può essere opera d’arte e rendere felicità … purché egli, spinto da amore, sappia esprimere nella vita reale i valori  del bello e del puro innati (il sublime che naturalmente ci appartiene) con giusta intelligenza, quindi: in armoniosa misura di spirito e corpo e in modo divertito e divertente. Così, ogni essere umano, in ogni campo agisca, è “artista” potenziale … e può esser capace anche di capolavori, sin nell’esercizio dei più umili mestieri … purché rispetti alcune regole: quelle che indicherò nel seguente, certamente incompleto, elenco.

1.      Credete in Apollo!

Non voglio certo recuperare antiche credenze … ce ne sono già abbastanza in giro! Però, immaginare un dio a nostra disposizione, non vecchio[3], serioso e barbuto, ma giovane che non sfiorisce mai  e ha sempre voglia di giocare … non è poi così male! Non uno da riverire e seguire acriticamente, ma un amico con cui gareggiare con il massimo impegno, sia tirando con l’arco[4] che suonando la  lira … Apollo[5] bello e puro, luminoso, scintillante, guaritore che vede lontano; signore dell’armonia celeste e terrena che protegge la natura e concorre a fondare città di onesta e solida Costituzione … Chi meglio di lui può aiutarci, con i suoi dardi, ad abbattere il mostro che sta facendo morire tutti e tutto e può accompagnarci, con la sua musica, verso un nuovo radioso rinascimento[6]?

2.      Alzatevi sempre con l’intenzione del capolavoro.

Fate in modo che qualcuno ogni mattina, al risveglio, vi sussurri all’orecchio “alzatevi, però che avete a compiere grandi cose!” … Questa esortazione è riportata, citando l’abitudine di un filosofo, da  Giuseppe Mazzini in un suo scritto[7], con l’intenzione di indurre gli italiani alla Gloria[8]. … Noo! … Ci perdonino l’ardente rivoluzionario e la musa Clio[9], ma il nostro “artista”, così sollecitato,  perseguirà, con il suo capolavoro, non successo o vane glorie, ma più modestamente, seppur incompreso e deriso, l’intimo piacere procurato dal dar piacere, o dal presumere di dar piacere, agli altri … senza aspettarsi, né subito né mai, qualche diretto riconoscimento. Il che, comunque, richiede coraggio, perché costituisce oggi giorno atto veramente sovvertitore.

3.      Siate insani quanto basta per abbattere le barriere mentali che impediscono al bello e al puro in voi innati di brillare pienamente nel capolavoro.

Cercate di porvi, al di là dell’oggetto, in Grazia di Dio (Apollo naturalmente) … In questo vi potrà aiutare una certa dose di sana pazzia, perché si tratta di escludere il più possibile la ragione dall’atto creativo, soprattutto nella fase iniziale, rendendo così protagonista assoluto il perfetto equilibrio di spirito e corpo in presa diretta con il sublime naturale di cui s’è detto … Che potremmo anche definire, a seconda dei gusti,  lo splendore del segreto delle cose, oppure  il divino, il sole privato o anche Il bambino che è in noi, ovvero, per far contenta la musa Euterpe[10], lo charme/charis/fascino …  vale a dire la Grazia ispiratrice. Insomma, il capolavoro deve emozionare questa nostra somma facoltà, non stupire l’intelletto.

4.       Sia il vostro capolavoro talmente vigoroso e stupefacente da innamorare, far godere e rendere fecondo chiunque gli si avvicini.[11]

Non si dimentichi che il fine ultimo dell’arte è rendere felicità, ovvero conseguire perfetta risonanza tra il sublime proprio, quello dell’opera e quello del soggetto che incontrandola l’ami. Per il capolavoro, la musa Erato[12] dovrà così superarsi, facendo in modo che nessun tisicume e tedio, nessuna linea stenta, forzata e laboriosa inficino l’impresa. Tanto meno questa dovrà proporsi come sgradevole esibizionismo o sterile masturbazione mentale dell’autore. Che dovrà invece sfoderare un’essenza ardente d’immaginazione, inventiva e gesti sinceri, appassionati, diretti alla piacevole unione di corpo e spirito con l’amante … con la chiara intenzione di far figli assieme. Il Capolavoro, infatti, prende l’astante, sedotto dalla sua grazia, con tenero creativo amplesso, rendendolo felice genitore di altre fantastiche opere, caratterizzate dalla perfetta fusione dei geni di entrambi.[13]

5.      Sia sempre il capolavoro massima espressione d’arte naturale tendente al divino.

La Natura, nell’eterno evolvere delle cose, rappresenta i valori del bello e del puro con tale costante coerenza, da potersi definire maestra d’arte e sua solida base di riferimento … Così, solo posando i piedi su questa piattaforma, stando bene attenti a non abusarne, né a cadere in basso, scivolando nelle crepe aperte dal libero arbitrio sul mondo negativo … solo così, dicevo, l’uomo può scagliare in alto, nel mondo positivo, la freccia della sua opera e, quando la forza e la musa Urania[14]  glielo consentano, avvicinare e magari toccare con il capolavoro la volta celeste, residenza degli dei.  Qui il suo creato splendente sublimità sarà visto, compreso e amato indistintamente da tutti i terreni …  perché qui non esistono confini di tempo e spazio, né civiltà contrapposte o gabbie filosofiche, culturali, religiose, politiche, sociali ed economiche, che ne impediscano il continuo libero comune godimento.

6.       Sia il capolavoro opera classica … di “nobile semplicità e quieta grandezza”[15]

… dato che i valori naturali posti, come s’è appena detto, a base del capolavoro sono immutabili: classici. C’ispiri dunque la musa Calliope[16] – al di là di qualsiasi miseria intellettuale, ambiguità, accademia, effimera esteriorità e limite di forma o linguaggio – a rendere l’opera d’arte tesa al capolavoro, massimamente sincera, esatta, chiara, sobria, composta, misurata, proporzionata, armonica … Espressione di perfetto equilibrio e accordo tra spirito e corpo, tra spontaneità e riflessione, tra fantasia e realtà, tra l’io e il noi … Non dimenticando mai:  che una sana “licenza nella regola”, ovvero una manifesta ironica nota matta, mai guasta l’ordine desiderato, anzi lo rafforza … e che, in ogni caso e sempre,  “l’estetica è madre dell’etica, perché la contiene”[17].

7.       Sia dunque il capolavoro anche creazione divertente e chiaro esempio di franca “sprezzatura”.

Ci aiuti così la musa Melpomene[18] a  svegliare il bambino che è in noi e naturalmente ama giocare, affinché poi egli stimoli  l’adulto che lo ha soppiantato, scordando e smarrendo tale piacere, a intraprendere con rinnovata passione giochi di vita felice … Così che l’invenzione sua puntata verso l’alto, seppure impegnata, faticosa e incidente la realtà personale e sociale, appaia eseguita con spirito infantile, spensierato, disinteressato, per gioco appunto … Ché il capolavoro sempre deve essere anche curioso nascondino: “arte a nasconder l’arte”. Una sprezzatura[19], non snobistica, tale da rifuggire non solo l’affettazione, ma pure quella vile mercificazione che rende l’arte da nobile ribelle a serva del regime che dovrebbe combattere e sconfiggere.

8.       Il capolavoro deve valere un viaggio. Perché il suo incontro, oltre che dilettevole, conforta, educa e  prepara a generare un futuro migliore[20].

Il capolavoro è fonte inesauribile e perenne che occorre raggiungere[21], per attingervi e assorbire, goccia dopo goccia, bellezza allo stato puro … Bisogno primario che va soddisfatto per allontanare ogni corruzione, rendersi migliori ed esser così capaci di generare nuova arte … Per vivere insomma felicemente l’attualità, muovendo democraticamente  verso eutopia (l’inesistente possibile). Il capolavoro nondimeno, va sempre incontro a chiunque gli si avvicini. Non è “mai chiuso su se stesso, ma aperto sulla strada, nell’aria che fa da primo reagente. Esuberanza della lingua e della musica che sa liberarsi dei contorni e intreccio di tutte le cose che non stanno ferme nella luce”[22]. È teatro coinvolgente che “da a chi guarda la misteriosa certezza di essere riconosciuto e accolto”[23], che seducendo, trasforma, insegna e dimostra come star bene al mondo. Ci guidi dunque la musa Tersicore[24] a danzare e cantare senza sosta, assieme ai capolavori, ripetute promesse di rinnovata giovinezza.

9.      Il capolavoro deve raccontare storie … da continuare.

Il capolavoro ha il potere di contemplare simultaneamente cose passate, presenti e future. Il suo linguaggio universale amalgama la materia quotidiana con antichi metalli preziosi, rendendo palesi e attive primordiali sapienze … Così, la sua memoria e veggenza si fondono nel mondo che incontra per restituire un racconto/luce capace di orientarlo nel buio, verso un domani … sublime. Insomma, deve cantarci storie, anche perché le fiabe[25] commuovono e piacciono molto ai “bambini”, e li aiutano a crescere … progressione da non smetter mai, anche quando la famiglia si allarga nella comunità. Ci accordi allora la musa Polinnia[26] la facoltà di far riaffiorare dal profondo e rincontrare la forza dei miti. Codici pragmatici stilati dagli uomini quand’erano vicini a dei ed eroi … Non modelli  ideologici, ma veri tesori di saggezza etica primitiva: patrimonio sempre disponibile, buono per ogni tempo e creazione, che, magari condito con vera satira, stimola la fantasia e aiuta a realizzare i sogni dell’umanità.

10.  Si dia nel capolavoro, non senza autoironia, il meglio di se stessi

Il che si compie essendo semplicemente se stessi[27], senza mai prendersi troppo sul serio … Un “unico naturale”, dotato quindi di un poco di autoironia, che nulla ha da spartire con l’omologato serioso individuo artificiale nel quale l’attuale strisciante impianto di sciocche e ridicole convenzioni ci vorrebbe trasformare. Esser consapevoli del sé e creativi nel sociale, significa immettere nel corrente cupo mercato di falsi valori una singolare vivace moneta: quella distinta dalla nostra effige che, se pur personale, ha pieno valore universale, perché coniata nella sublime matrice comune a tutti gli esseri. Ci sia regista allora la musa Talia[28] nella commedia della vita[29] … esaltando la nostra capacità, intelligente di natura divina, a compiere, arte sopraffina … sino a far della nostra performance sul palcoscenico dell’esistenza, scartate stonate cose terrene a favore di armoniche e giocose relazioni mondane, un vero capolavoro.

NOTE

[1] Un giochino di parole scimmiottate, per confermare a chi oggi mi vuol bene e non, se mai avrà l’insensata voglia di spulciarlo, che – essendo io affetto da disturbo della personalità (strano/eccentrico) con mancanza di flessibilità al sistema in cui sopravvivo – ho completamente perso il corrente senso del ridicolo.

[2] Cioè le nove proprietà, con unica guida, richieste per soddisfare l’essere e raggiungere la perfezione nel fare. “Gli antichi … dipingevano le Muse tenendosi per mano l’una con l’altra, movendo graziose danze in giro; e Apollo, che le guidava, rappresenta quel lume superiore che illustra l’umano intelletto, oppure stava in mezzo a loro …”. (Questa citazione, come le altre riferite alle Muse che troverete nelle note a seguire, è tratta, senza interventi su grammatica e ortografia, dal “Manuale dei simboli” – Hoepli 1921)

[3] Non che s’abbia qualcosa a recriminare nei confronti degli anziani, anzi … ce ne fossero! L’unico loro limite è purtroppo quello di lasciarci sempre troppo presto!

[4] Evitando il lancio del disco … coi venti che tirano! Pur rispettandolo, non vorremmo infatti far la fine di Giacinto!

[5] “il dio Apollo … l’eternamente giovane …  modello e protettore di quelli umani … l’arciere e l’aedo … lo splendente … solare … dalla sua persona sprizzavano innumerevoli scintille … l’oracolo che tutto conosce: ‘il numero dei grani di sabbia e le dimensioni del mare’… il medico .. capace di stornare la malattia e la morte … produce .. la guarigione – o purificazione – dei corpi e delle anime … uccide la Belva di Delfi e libera la regione da un mostro che faceva morire uomini e bestie … tiene lontani i topi, le cavallette … traccia le cinta delle città .. si diletta della loro fondazione e la sua mano ne costruisce le fondamenta … (dal “Dizionario delle mitologie e delle religioni” – BUR 1989)

[6] “se tutti gli uomini imparassero la musica, non sarebbe questo il modo di accordarsi tutti assieme e di vedere nel mondo la pace universale?”(Moliere)

[7] “Filosofia della Musica”

[8] Infatti a detta citazione fa seguire … “Manca chi gridi: là, su quell’ altezza è la gloria; levatevi ed ite; incontrerete derisioni e invidie per via; ma la coscienza in vita, e i posteri dopo, vi vendicheranno de’ vostri contemporanei.”

[9] “la musa Clio, dea della Storia, è colei che rende celebri significa gloria, che per la gloria s’induce principalmente l’uomo a dar opera alla scienza”

[10] la musa Euterpe, dea della musica, vuol dire grazia di Dio, il cui favore bisogna chi vuole perfettamente imparare”

[11] “al Louvre ho incontrato la Gioconda e … / assieme abbiamo lì fatto all’amore. / La bella figlia nata dall’unione / ha un nonno che di nome fa Leonardo”

[12] “la musa Erato, dea della poesia erotica e amorosa …”

[13] Parafrasando Baldassar  Castiglione nel tratteggiare il perfetto Cortegiano, i nostri capolavori … nello stare, non siano “tanto teneri e languidi” né pronuncino  parole “afflitte” per ben apparire al cospetto di presunti “omini di grado” (tipo critici d’arte!), altrimenti rischiano d’essere “come publiche meretrici” e meritano d’”esser cacciati”

[14] “la musa Urania rappresenta la divinità; perché col scegliere la parte migliore si acquista il nome di celeste e divino”

[15] Johann J. Winckelmann ne “il bello nell’arte”

[16] “la musa Calliope, equivale a perfezione di scienza …”

[17] Parole del poeta Josif Aleksandrovič Brodskij

[18]la musa Melpomene rappresenta il diletto, poiché se la scienza non dilettasse, mai si affaticherebbe alcuno per acquistarla

[19]Trovo una regula universalissima, la qual mi par valer circa questo in tutte le cose umane che si facciano o dicano più che alcun altra: e cioè fuggir quanto più si po, e come un asperissimo e pericoloso scoglio, la affettazione; e, per dir forse una nova parola, usar in ogni cosa una certa sprezzatura, che nasconda l’arte e dimostri ciò, che si fa e dice, venir fatto senza fatica e quasi senza pensarvi…” (da “il libro del Cortegiano” di Baldassarre Castiglione)

[20]“il capolavoro? / mix di cava e discarica abusive / … è come quando scendi in mare, nudo / il negativo rendi che t’opprime … e / carichi sacchi pieni d’energia!”

[21] Il rapporto con il capolavoro deve essere diretto, non mediato da immagini o altre sue illusioni … Non si può far vero amore se non fondendo in unico ardente crogiolo le essenze materiali, spirituali, mentali e soprattutto le aure degli amanti … Ogni altra forma di relazione decade in aride pratiche senza senso.

[22] Mutuo qui le parole che il filosofo Ernst Bloch dice a proposito del Teatro italiano … un vero capolavoro!

[23] John Berger parlando del bello. (da “il pittore e il tempo” di U.Morelli)

[24] “la musa Tersicore, dea dei cori danzanti e cantanti”

[25]le fiabe sono vere, sono … una spiegazione generale della vita, nata in tempi remoti e serbata nel lento ruminio delle coscienze contadine fino a noi; sono il catalogo dei destini che possono darsi a un uomo e a una donna”. (Italo Calvino)

[26] “la musa Polinnia, dea dei canti  mitici e delle allegorie … esprime molta memoria, essendo questa una delle cose principalmente necessarie per imparare”

[27]l’uomo è la sola creatura che rifiuta di essere ciò che è” (A. Camus)

[28] “la musa Talia, dea della commedia, significa capacità, abbisognando a colui che vuole imparare essere capace e intelligente di quello che legge”

[29] “la vita, è una tragedia in primo piano, ma una commedia in campo lungo” (Charlie Chaplin)

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