1° Messaggio Arte CA! – ruolo dell’Arte Avanti!sta nella conquista di CA!

Oggi, posto il primo messaggio pervenutomi “Arte Città Avanti!” … avverte che “furono soprattutto gli “Avanti!sti”, artisti partecipi di Città Avanti! a innescare con le loro opere la ribellione, facendo esplodere nel profondo degli esseri umani il senso del bello innato, al punto da renderli consapevoli, per contrasto, dell’orrido che li accerchiava”.

Racconta, poi, come “questa presa di coscienza, divampando nella società, determinò ovunque evasioni di massa dalla fossa comune”. La triste buca, che ben conosciamo, pervasa da asfissianti leggi artificiali emanate dalle menti opache di poteri fini a se stessi, dove tutto smotta e marcisce. Dove si sopravvive all’insegna dell’interesse venale, di culture di morte e del “non”: non politica, non cittadini, non città, non libertà, non arte, … Dove  l’uomo sincero, da troppo tempo in penosa apnea, è al limite del soffocamento.

A quanto pare, ci aspetta dunque un rinascimento potente. Diretto, si capisce bene, non tanto a sinistra, destra, sopra, sotto o al centro … ma Avanti!, là dove ci spinge la naturale legge evolutiva.

Un rinascimento non finalizzato dunque a utopiche vette, ma all’accesso nell’”eutopica” città Avanti!. Una città normale, il “luogo buono”, sempre aperto e disponibile, perché illuminato dal sole privato, ovvero dal sublime, per molti il divino, che anima ognuno di noi. Una città dunque dove i valori naturali del bello materiale e del puro spirituale brillano armonicamente in entrata e in uscita tra persone e persone, persone e cose, cose e cose … grazie a menti-lenti umane finalmente terse, positive, e amore a gogò. Dove scorrono culture vitali e ci si fa, non di droghe, ma d’arte e conseguente felicità.

Nulla a che fare con le “smart city” oggi di moda. Dove si vorrebbe celebrare una presunta sostenibilità ed efficienza di questo maledetto sistema, chiudendo semplicemente le buche della buca. Qui si parla di piombare l’intera buca. Recuperando il buon senso dentro di noi scolpito, assieme all’arte del vivere felici in comunità felici e in ambiente raggiante la propria natura. Qui si parla di “art city!”

A quanto leggo, questa rivoluzione non è cieca. Non va tumulando tutto. Il sofisticato hardware congegnato a supporto del vecchio sistema, a esempio, è tenuto in gran cura. Anzi, lo si continua a migliorare. Solo che su di esso ora gira, non il vecchio programma di falsi valori, ma appunto quello della ritrovate solari leggi primigenie.

Certo, dice il messaggio, “il pericolo di ricadute nella buca è sempre presente e occorre tenere continuamente sgombra la testa, alta la passione e potente l’arte. Ma le ferite inferte all’umanità e alla globalità delle cose sono ancora troppo aperte per dimenticare. E le prime esperienze del nuovo modo di essere uomini e fare città troppo entusiasmanti per pensare di tornare indietro”.

In particolare, dopo la disperante esperienza nella città depressa, l’atmosfera che si respira nel sole della nuova città pare sia addirittura elettrizzata dalla voglia matta di vincere al Grande Gioco.

Il gioco duro della vita nel quale Qualcuno, si dice, “ci avrebbe forzatamente coinvolti, convinto che avremmo potuto incassare qualche felicità”.

Una bella scommessa, quella di un nuovo umanesimo capace di mettere la ragione a posto, a un livello superiore, ponendo un limite in basso alle cadute del libero arbitrio. Quella di  riprendere un equilibrato e coraggioso cammino evolutivo. Di sollevarsi sempre più spesso in alto per esplorare gli immensi territori di Eutopia (l’Utopia realizzabile), alla ricerca di un nostro possibile futuro migliore. Quella insomma di vincere il massimo dei premi felicità in palio … perfino coltivando, con la dovuta ironia, la stimolante pia illusione di battere il Banco!

Precisa il nostro messaggio su Arte Città Avanti! che “l’arte è rivoluzionaria quando tende al capolavoro … quando cioè è tanto sottile e potente da filtrare attraverso ogni barriera mentale indotta da un sistema artificiale dominante e, raggiunte le polveri sempre asciutte della santabarbara di valori innati, che ognuno di noi  custodisce nell’intimità dell’essere, riesce a farle esplodere.

Solo così, da dentro, è possibile abbattere gli sbarramenti che impediscono alla nostra sublime potenza di brillare all’esterno e di recepire quella altrui …

Ogni tentativo di demolizione da fuori, è controproducente. Non fa altro che determinare un ispessimento dell’ostacolo.

Non sempre l’arte svolge questa funzione deflagrante. Ma quando accade, quando riesce a esaltare i valori naturali che ci permeano, al di là di ogni intellettualismo deviante, allora s’ammanta di puro classicismo. Si propone insomma come espressione artistica estranea a modelli, precetti o ideologismi, che esaltando sempre l’intelligente armonia tra materiale e immateriale, nulla concede all’effimero, al semplice estetismo, al superficiale, al fuori misura, alla quantità senza qualità …

Arte Città Avanti! è, per sua stessa definizione, Arte Rivoluzionaria. Mira senza tanti giri all’obiettivo: far esplodere ogni polveriera personale a tiro; eliminare la cataratta mentale del suo titolare, predisponendolo così alla rivoluzione creativa.

Arte Città Avanti! è anche Arte Classica, in quanto tende all’empatia e al rinascimento dei valori permanenti dell’essere umano e delle cose che lo circondano”.

Nel messaggio ricevuto, scontando presumibilmente certi limiti di trasmissione dal futuro, ci sono solo alcuni capitoli di un “Trattato su Arte Città Avanti!”, di un certo Giorghon, dove sono ampiamente sviluppati i concetti sopra espressi. Se mai riceverò i pezzi mancanti, tutti però individuabili dall’indice dell’opera pervenuto intatto, certamente lo pubblicherò, perché è davvero illuminante sul mondo che pare ci aspetti e spetti e fondamentale per meglio comprendere il senso del movimento artistico che qui ho brevemente tratteggiato.

cosa fare? … quali semi piantare?

Quale destinatario di questo messaggio, che penso possa valere anche come Manifesto, mi sento responsabile dell’avvio immediato del rivoluzionario Movimento Arte CA! che suggerisce. Forse non ne ho i mezzi, ma ci provo. Spero solo che presto mi raggiungano artisti da ogni parte del mondo che raccogliendo la stessa bandiera possano dare all’arte quell’incidenza globale che il nostro futuro ci richiede.

Il concetto di artista, stando al Trattato, è ampio. Nel senso che chiunque può esserlo. “… basta che nel compiere un’azione, qualsiasi azione, anche la più semplice e umile, renda manifesta la propria riposta sublime potenza”. D’altra parte, il fine ultimo della rivolta consiste nel porre “tutti” in condizione di tornare ad essere con festosa leggerezza, grazie all’incessante impulso politico di eros, arte-fici di felicità.

Ma ora, all’avvio della rivoluzione, necessita la formazione di un’avanguardia che deve essere fortemente determinata e agguerrita, capace di agire attraverso tutte le arti possibili, puntando sempre al capolavoro, con multiple azioni filtranti e vincenti. Ora si tratta di attivare una generalizzata rivolta contro i poteri forti. Di reggere, senza mollare un centimetro, ai contraccolpi, alle scomuniche, alle irrisioni, alle incomprensioni che certo non mancheranno … Da noi, il nostro futuro si aspetta questo!

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